Ciao Esploratori,
dopo qualche mese di pausa nella pubblicazione di articoli – complice una lunga lista di impegni e priorità – eccomi di nuovo qui! Questa volta per raccontarvi “El país del realismo mágico“, la Colombia, meta del nostro ultimo viaggio!
Vorrei però iniziare rispondendo a una domanda che in molti ci hanno fatto negli ultimi mesi:
“Perché proprio la Colombia?”
La risposta è semplice: la Colombia è un mosaico di ecosistemi e culture unico. In un solo viaggio potete:
- esplorare la giungla amazzonica,
- osservare una flora e una fauna così incredibile che vi sembrerà di trovarvi in un documentario di National Geographic (scimmie, caimani, pappagalli, uccelli coloratissimi, delfini di fiume, serpenti e molto altro),
- rilassarvi sul mare caraibico tra città coloniali perfettamente conservate,
- visitare metropoli creative ma complesse come Medellín e Bogotá,
- esplorare la Valle del Cocora e la Zona Cafetera, dove nasce uno dei caffè più buoni al mondo.
In 15 giorni pieni, che non sono tantissimi, riuscirete comunque ad assaggiare un po’ di tutto e a visitare i must di questo enorme e variegato Paese, alternando natura, storia, street art e ottima cucina.
Il nostro itinerario è partito dalla capitale Bogotá, è sceso nell’Amazzonia a Leticia per due giorni di spedizioni fluviali e trekking nella selva, è risalito verso il Caribe tra la città murata di Cartagena e il Parco Tayrona, per poi approdare a Medellín e scoprire la sua rinascita urbana, e infine chiudere nella Zona Cafetera, tra palme di cera e finca tradizionali.
Abbiamo costruito il nostro piano di viaggio con l’obiettivo di ottimizzare la logistica ma soprattutto di goderci il più possibile questo bellissimo Paese nel tempo a disposizione.
Si tratta di un itinerario abbastanza intenso (anche se non il più faticoso affrontato finora), con diversi voli interni e qualche bus notturno. Abbiamo alternato giornate molto attive ad altre più rilassate, ma per chi preferisce viaggi meno dinamici consiglio di allungare le soste e ridurre gli spostamenti notturni.
L’alternativa, ovviamente, è rinunciare a qualcosa… ma non chiedetemi cosa, perché non saprei proprio cosa togliere. Anzi, torniamo con il piccolo rimpianto di non essere riusciti a visitare le isole di San Andrés e Providencia, al largo del Nicaragua (che ospitano la 3a barriera corallina più grande al mondo): sarebbe stata un’impresa impossibile per mancanza di tempo, oltre al fatto che settembre è periodo di monsoni. Ci saranno altre occasioni!
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Itinerario di viaggio giorno per giorno
Giorno 0 – Arrivo a Bogotà
Programma
- Volo dall’Italia a Bogotà, con breve scalo a Madrid. Arrivo in serata
- Sistemazione in hotel, cena e pernottamento a Bogotà (Chapinero o Zona T)
Commenti e suggerimenti
- La SIM locale si può acquistare facilmente in aeroporto e pagare con carta di credito. Consiglio: non fermatevi ai punti vendita nella zona arrivi, ma cercate un negozio nell’area partenze: con lo stesso operatore (noi abbiamo scelto Claro, piano prepagato 15 giorni con GB illimitati) il prezzo è più conveniente.
- Trasporti da e per l’aeroporto. Per raggiungere il vostro hotel usare Uber oppure richiedere un Taxi ufficiale tramite app. Potrebbe essere necessario fare qualche metro a piedi, perché non esiste un parcheggio dedicato per le prenotazioni tramite app. Regola d’oro in Colombia: evitate di fermare taxi per strada. Utilizzare app come Uber evita truffe sui prezzi ed è il metodo più sicuro per spostarsi.
Giorno 1 – Prima visita di Bogotà e trasferimento a Leticia (Amazzonia)



Programma
- Visita guidata del Centro Storico e della Candelaria
- Volo per Leticia nel pomeriggio
- Sistemazione in hotel, cena e pernottamento a Leticia
Commenti e suggerimenti
- Consiglio come prima cosa di fare un tour guidato a piedi (noi abbiamo prenotato un free walking tour) per conoscere meglio la storia della città e del Paese. Abbiamo lasciato volutamente la visita ai musei più iconici della capitale – Museo dell’Oro e Museo Botero – all’ultimo giorno, così da avere già un’idea della geografia della città e delle sue attrazioni principali.
- Dove alloggiare a Bogotá. Le zone più sicure e vivaci sono Chapinero e Zona T: Quartieri moderni, pieni di locali, ristoranti aperti fino a tardi e nessun rischio particolare anche per passeggiate serali. Il Centro storico e La Candelaria sono affascinanti di giorno, ma sconsigliati di notte per una questione di sicurezza. In quel caso, spostatevi sempre prenotando su Uber, anche per tragitti brevi.
- Chapinero e Zona T si trovano a diversi chilometri dal centro storico. In Uber o taxi servono circa 20 minuti (o più, in base al traffico), quindi tenetelo presente quando pianificate spostamenti e gli orari.
Giorno 2 e 3: Amazzonia – Escursioni da Leticia





Programma
- Escusioni organizzate in giornata tra Colombia, Perù e Brasile: navigazione sul rio delle Amazzoni, camminate nella foresta, osservazione fauna e visita a comunità indigene
- Rientro a Leticia in serata e pernottamento
Commenti e suggerimenti
- Potete trovare tutte le informazioni in questo articolo specifico del blog dedicato all’Amazzonia Colombiana: Come visitare l’Amazzonia da Leticia: Tour, Costi, Consigli
- Come arrivare da Leticia a Cartagena. L’aeroporto di Leticia è molto piccolo, quindi non serve arrivare con largo anticipo. Non esistono voli diretti per Cartagena: è necessario fare scalo a Bogotá. Consiglio importante: Non acquistate la tratta Bogotá–Leticia (A/R) come prenotazione unica e Bogotá–Cartagena come separata. Meglio fare due prenotazioni distinte: 1) Bogotá → Leticia (solo andata) e 2) Leticia → Cartagena (via Bogotá) come volo indipendente. Questo vi tutela in caso di ritardi sul volo da Leticia. Nel nostro caso è costato un po’ di più, ma il rischio di perdere la coincidenza e dover ricomprare il biglietto all’ultimo (oltre alla gestione bagagli) era troppo alto. Da quanto ci hanno detto, ritardi e cancellazioni sono frequenti.
Giorno 4 e 5: Cartagena, perla dei Caraibi, e visita della Città



Programma
- Volo per Cartagena (via Bogotà) – mattino del giorno 4
- Visita guidata del Centro Storico e Getsemanì
- Passeggiata nella Città Murata e visita al Castillo de San Felipe de Barajas
- Immersioni a Barù (mezza giornata)
- Cena e pernottamento a Cartagena (Getsemanì o Centro Storico)
Commenti e suggerimenti
- Per scoprire al meglio Cartagena e non perdervi i suoi highlights, consiglio di partecipare a un tour guidato a piedi (noi abbiamo scelto un free walking tour).
- Il centro storico è un autentico gioiello di architettura coloniale, conservato in modo eccellente (Patrimonio UNESCO). Tuttavia, l’abbiamo trovato abbastanza turistico rispetto ad altre città visitate. Qui si trovano numerosi bar e ristoranti di ottimo livello, anche se con prezzi piuttosto elevati — spesso simili a quelli europei (30/40 € pp).
- Gli orari sono più flessibili rispetto all’Amazzonia, ma è comunque consigliabile non uscire per cena troppo tardi. Consiglio per la cena: Ristorante La Picua — atmosfera rilassata, pesce freschissimo, sapori caraibici e prezzi nella norma.
- A pochi minuti a piedi dal centro storico si trova Getsemaní, il quartiere bohémien famoso per i murales colorati, la street art e la vita notturna. È perfetto per passeggiare tra bar, ristoranti e musica a tutto volume ( I colombiani sono campioni del mond in questa pratica). Noi abbiamo soggiornato qui ed è stata un’ottima scelta: la zona è ideale per godersi il dopo cena nei vivaci dehors e immergersi nell’atmosfera vibrante della città.
- Clima e visite. Le temperature erano davvero alte e, durante il giorno, hanno reso impegnativa l’esplorazione della città. Per questo motivo abbiamo deciso di non visitare il Castillo de San Felipe de Barajas, che richiede una salita sotto il sole.
- Spiagge. Le spiagge vicino a Cartagena sono state una piccola delusione (ci aspettavamo un po’ di più). Tuttavia, in giornata è possibile fare escursioni alle Isole del Rosario o a Playa Blanca (Isla Barú): veri paradisi caraibici, anche se molto turistici (noi abbiamo preferito evitarli, anche perchè l’escursione impegna l’intera giornata).
- Immersioni. Ho fatto immersioni al largo di Barú: il prezzo dell’attività era piuttosto alto (più che in Italia), ma ne è valsa assolutamente la pena! I fondali e i coralli sono decisamente belli e il diving da me scelto (Buzos de Barù – 5* Padi) era molto professionale e l’attrezzatura nuovissima.
- A Cartagena c’e’ un piccolo museo dell’oro. Non può essere paragonato a quello di Bogotà per dimensioni e numero di reperti, ma nel complesso vale la visita. L’ingresso è gratuito.
- Smeraldi e pietre preziose. La Colombia è rinomata a livello mondiale per la produzione di smeraldi: si stima che produca circa il 55% degli smeraldi globali ed è considerata la fonte dei più puri e pregiati. In città si trovano diverse gioiellerie dove è possibile acquistare un ricordo prezioso del viaggio o fare un regalo speciale. I prezzi partono da circa 60–70 euro per gioielli con pietre piccole, ma possono facilmente salire a diverse migliaia, a seconda di colore, purezza e caratura. Per evitare brutte sorprese, è importante non acquistare pietre per strada o presso bancarelle improvvisate, e richiedere sempre il certificato di provenienza della gemma.
Giorno 6: Santa Marta

Programma
- Bus per Santa Marta (4h 30 min)
- Relax in spiaggia a Santa Marta (Rodadero)
- Cena e pernottamento a Santa Marta (Centro storico o Rodadero)
Commenti e suggerimenti
- Molti turisti scelgono di evitare Santa Marta, un po’ per la sua reputazione di città pericolosa, un po’ perché preferiscono dirigersi direttamente verso il Parco Tayrona o proseguire per Palomino e altre località. La città in sé non vale il viaggio, ma considerando la vicinanza al Parco Tayrona, al villaggio di Taganga (dove si trovano i diving center e partono le immersioni), il centro storico coloniale discretamente conservato e la comodità logistica — con terminal dei bus e aeroporto — può essere considerata un buon punto di appoggio. Non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze: abbiamo ovviamente evitato i quartieri considerati pericolosi ma per il resto non abbiamo avuto alcun problema.
- Come arrivare da Cartagena a Santa Marta. Abbiamo preso il bus dal terminal principale, situato piuttosto fuori città, da cui partono la maggior parte dei collegamenti per le atre città. Tuttavia, è possibile trovare anche bus in partenza dal centro. Sulla carta impiegano più tempo, ma considerando i circa 40 minuti necessari per raggiungere il terminal — abbiamo quasi perso il bus a causa del traffico — i tempi si equivalgono. Noi abbiamo viaggiato con Expreso Brasilia, considerata una della comagnie più affidabili, e devo dire il viaggio è stato comodo, anche se siamo arrivati quasi un’ora dopo l’orario previsto a causa del traffico e di alcuni lavori lungo il percorso.
- Potete prenotare i biglietti in anticipo su RedBus o su 12Go. Suggerisco questa strategia sia per assicurarsi il biglietto in anticipo, sia per evitare truffe piuttosto comuni che avvengono al terminal. I turisti vengono spesso avvicinati da sedicenti “consulenti” improvvisati — talvolta con pettorine delle compagnie di trasporto — che li indirizzano verso bus locali (collectivos) più lenti, scomodi e spesso anche più costosi, poiché si trattengono una commissione.
- Spiagge. Le spiagge più belle si trovano fuori città, nell’area a ridosso del Parco Tayrona o all’interno del parco stesso (come Playa Cristal o Cabo San Juan). La più rinomata e facilmente raggiungibile dal centro è Playa Blanca, che si può raggiungere in pochi minuti di barca da Rodadero. Le lance taxi partono ogni 15–30 minuti circa fino alle 14:00, con rientro previsto intorno alle 16:30. Per motivi di tempo, noi abbiamo optato per Playa Puerto Gaira, poco a sud di Rodadero: non troppo frequentata e comunque piacevole, ideale per rilassarsi prima di godersi la passeggiata lungo Playa del Rodadero — che al contrario è molto più affollata — al tramonto.
- Dove soggiornare a Santa Marta. Le zone considerate più sicure dove soggiornare sono El Rodadero e il Centro Storico (nell’area più centrale vicino ai locali). È comunque consigliabile prestare attenzione e rimanere nelle strade più frequentate, poiché quelle prive di locali si svuotano quasi completamente dopo il tramonto. Noi abbiamo soggiornato all’hotel Casa de Leda – a Kali Hotel, nel cuore del centro storico. La struttura è nuova, confortevole e si trova a pochi passi da bar e ristoranti. Il rapporto qualità-prezzo è decisamente ottimo per la categoria dell’hotel e i servizi offerti.
Giorno 7: Immersioni e snorkeling al Parco Tyrona da Taganga
Programma
- Immersioni e snorkeling al Parco Tyrona da Taganga
- Trasferimento al Parco Tyrona, ingresso al Parco e pernottamento
Commenti e suggerimenti
- Il Parco Tayrona, con la sua splendida barriera corallina e i colorati pesci tropicali, è considerato uno dei migliori luoghi per le immersioni in tutta la Colombia. All’interno del parco, però, non ci sono centri diving, quindi è necessario partire da Taganga, un villaggio di pescatori nei pressi di Santa Marta (circa 10-15 minuti con Uber/Taxi). Come diving ho scelto Ocean Lover Taganga ed è stata un’ottima esperienza: prezzi competitivi, attrezzatura abbastanza recente e ben tenuta. Per chi non fa immersioni, un’alternativa valida è lo snorkeling — anche Nora non è rimasta delusa dall’esperienza! 😉
- Come arrivare da Santa Marta al Parco Tayrona. Ci sono diversi ingressi, ma il principale si trova nei pressi del villaggio di El Zaino, a circa un’ora da Santa Marta. Il modo migliore per raggiungerlo è prendere un bus – con destinazione Palomino – in partenza ogni 15-30 minuti circa dal Mercado Público, vicino al centro città. In alternativa, è possibile prendere un taxi o un Uber: i tempi di percorrenza sono simili, poiché i bus fanno poche fermate intermedie, ma il costo è decisamente più elevato (circa 2–3 € in bus contro 20–25 € in taxi/Uber).
- Ingresso al Parco Tayrona. Gli orari di apertura variano in base alla stagione: consiglio di verificarli sul sito ufficiale Parque Nacional Natural Tayrona – Parques Nacionales Naturales de Colombia. Se pernottate all’interno del Parco, è generalmente possibile entrare anche dopo l’orario di chiusura, se la struttura non si trova troppo lontano dall’ingresso (per noi è stato così) a condizione che abbiate acquistato il biglietto in anticipo tramite il sito ufficiale o attraverso la struttura ricettiva. Per l’acquisto è necessario fornire una copia del passaporto.
- Biglietti e costi. Il biglietto di ingresso per i visitatori stranieri non residenti è di circa 20 €, a cui si aggiungono 2–3 € per l’assicurazione obbligatoria (al giorno). Se intendete fermarvi più giorni, non è necessario acquistare nuovamente il biglietto, ma l’assicurazione deve coprire l’intera durata del soggiorno. Attenzione: se si esce dal Parco e si rientra il giorno successivo (ad esempio perchè avete scelto di dormire fuori dal parco), è necessario acquistare un nuovo biglietto.
- Soggiorno nel Parco Tayrona. Abbiamo scelto di pernottare presso l’Ecohotel Yachay Dentro del Parque Tayrona, una splendida struttura situata a meno di un chilometro dall’ingresso principale. La nostra sistemazione era una cabana con vista sulla giungla, immersa nella natura. Tra i servizi offerti: una vasca idromassaggio a disposizione degli ospiti e un ristorante di ottimo livello — non economico, ma sicuramente di qualità. È stata una scelta ideale sia per la bellezza della struttura, sia per la comodità di trovarsi già all’interno del Parco. La sera, infatti, non ci sono molte attività, quindi poter contare su una sistemazione accogliente è un vero valore aggiunto, soprattutto in caso di maltempo. Va però tenuto presente che, per raggiungere le spiagge più vicine, è necessario affrontare una lunga camminata nella giungla.
- Nel Parco sono disponibili numerose altre strutture ricettive, dai campeggi alle soluzioni più lussuose. Tuttavia, se viaggiate con bagagli pesanti (come nel nostro caso, con zaini da escursionismo), scegliere una sistemazione distante dall’ingresso principale può rendere la camminata iniziale piuttosto impegnativa, anche a causa del caldo e dell’umidità. Molte strutture si trovano a più di un’ora a piedi. Verificate attentamente le distanze prima di prenotare!
- All’interno del parco i prezzi aumentano sensibilmente (anche oltre 2 € per una bottiglia d’acqua), quindi è consigliabile fare un po’ di scorta prima di varcare i cancelli d’ingresso (nei limiti del possibile).
Giorno 8 e 9: Trekking al Parco Tyrona tra giungla e mare



Programma
- Due giorni di trekking nella giugla e osservazione flora e fauna nel Parco
- Relax in spiaggia e mare dei Caraibi (località Cabo San Juan e Piscina)
- Rientro a Santa Marta e volo per Medellin – tardo pomeriggio del giorno 9
Commenti e suggerimenti
- Sentieri e accessi. Il Parco è molto esteso, ma è presente un unico sentiero ufficiale, con alcune deviazioni ben segnalate che conducono alle diverse località. È quindi quasi impossibile sbagliarsi. I percorsi secondari o alternativi sono fortemente sconsigliati, sia per le condizioni spesso impervie del terreno, sia — soprattutto — per la possibile presenza di animali pericolosi, come i caimani nei pressi dei canali. Se accedete al Parco dall’ingresso di El Zaino, troverete una strada asfaltata di circa 4 km che conduce al punto di partenza del sentiero principale. È possibile evitare questo tratto a piedi (lungo ma non particolarmente interessante) prendendo una navetta interna, al costo di circa 1–2 €, con corse avanti e indietro ogni 15 minuti circa (fino all’orario di chiusura). Considerando che il resto dell’escursione prevede già diversi chilometri a piedi, la navetta è una scelta consigliata per risparmiare tempo ed energie. Consiglio di partire presto al mattino, per evitare la ressa dei visitatori giornalieri lungo il percorso e arrivare per primi ai punti più spettacolari (abbastanza affollati nelle ore di punta).
- Percorsi. Abbiamo scelto di dedicare il primo giorno all’escursione fino a Cabo San Juan, una delle spiagge più iconiche del Parco Tayrona, mentre il secondo giorno ci siamo fermati un po’ prima, in località Piscina, per goderci il mare in tranquillità. Il percorso fino a Cabo San Juan è di circa 8 km, partendo dalla piazzola dove ti lasciano le navette (quindi 16 km andata e ritorno). Il sentiero si snoda inizialmente nella giungla, per poi aprirsi su panorami mozzafiato che abbracciano spiagge bianchissime e mare. Il secondo giorno abbiamo ripercorso lo stesso sentiero (in versione leggermente più breve), ma l’esperienza è stata tutt’altro che ripetitiva: ci siamo goduti i paesaggi con uno sguardo diverso, più rilassato e attento ai dettagli.
- Fauna e atmosfera lungo il sentiero. Durante il cammino, oltre a immergersi nei suoni e nell’atmosfera della giungla, è possibile avvistare numerosi animali: diverse specie di scimmie, uccelli variopinti, pappagallini, caimani, serpenti, colibrì e molto altro (almeno questi sono quelli avvistati da noi). Il secondo giorno, oltre a un caimano, abbiamo avuto la fortuna di osservare due splendidi pappagalli ara, dai colori vivaci e spettacolari — un incontro davvero emozionante.
- Condizioni del sentiero e consigli pratici. Il sentiero non è particolarmente impervio, ma può risultare abbastanza impegnativo, soprattutto a causa del fango (se ha piovuto di recente) e delle alte temperature. È fondamentale indossare scarpe con un buon grip per evitare cadute rovinose — assolutamente vietate le ciabatte. Si ai sandali da trekking!
- Connettività. All’interno del Parco, la connessione internet è quasi completamente assente. Per orientarsi, una buona opzione è scaricare le mappe offline prima dell’ingresso o utilizzare un’app per il trekking tipo Wikiloc (la mia preferita).
- Mangiare e bere. Lungo il percorso si trovano diversi chioschi e ristorantini, ma è importante portare con sé una buona scorta d’acqua, poiché la maggior parte dei punti ristoro si concentra nella zona costiera, vicino alle spiagge. I prezzi — soprattutto per il cibo — sono piuttosto elevati. Ci è stato consigliato di evitare il pesce crudo, come il ceviche, per ridurre il rischio di intossicazioni. Sebbene il pesce sia generalmente fresco, le alte temperature e i possibili blackout possono comprometterne la corretta conservazione.
- Protezione e attrezzatura consigliata. Rispetto all’area amazzonica, il rischio malaria è più basso, ma siamo comunque in un paese tropicale. È quindi essenziale avere nello zaino un buon repellente per insetti e zanzare, oltre alla crema solare — entrambi indispensabili per affrontare le escursioni in sicurezza e comfort. Consiglio inoltre di portare con sé, oltre al costume, una torcia (utile nel caso ci si attardi lungo il percorso), un cambio completo e una giacca antipioggia, poiché anche in questa zona il meteo può cambiare rapidamente e in modo imprevedibile.
- Rientro dal Parco Tayrona. Al ritorno, una volta usciti dal Parco, è possibile prendere lo stesso autobus in direzione opposta per tornare a Santa Marta o, eventualmente, proseguire per Palomino. Se siete diretti all’aeroporto di Santa Marta, potete chiedere all’autista di farvi scendere qualche chilometro prima (sapranno loro dove), così da prendere un Uber o un taxi e risparmiare tempo prezioso. Noi abbiamo scelto di prendere il volo per Medellín in tarda serata, in modo da goderci appieno la giornata e raggiungere l’aeroporto senza stress.
Giorno 10 e 11 – Medellin, la città dell’eterna primavera



Programma
- Visita guidata alla Comuna 13 e Metrocable per esplorare la Comuna dall’alto
- Visita guidata del Centro (Real Medellin)
- Museo Casa de la Memoria e Museo di Antioquia (se rimane tempo)
- Cena e pernottamento a Medellin (El Poblado o Laureles)
Commenti e suggerimenti
- Dedicate un giorno intero alla Comuna 13 e un altro al Centro città: entrambe le esperienze sono intense e meritano tempo. Noi abbiamo scelto tour guidati a piedi (free walking tour) con guide locali cresciute nella Comuna — davvero preparate e coinvolgenti.
- Dopo il tour, prendetevi del tempo per esplorare i quartieri in autonomia: sono mediamente sicuri e si possono girare senza rischi. Se avete tempo, nel Centro potrete anche visitare il Museo de Antioquia, con diverse opere di Botero, originario di Medellín (il Museo Botero di Bogotá è più grande e vario, ma quello di Medellín resta comunque interessante e ben curato) e la Casa de la Memoria, che ospita una mostra fotografica e interattiva sugli anni più bui della città e della Colombia. Noi abbiamo fatto solo la Casa della Memoria dato che abbiamo preferito deficare un pò di tempo allo shopping tra le bancarellee prendercela con comodo.
- Metrocable e trasporti. La città è ben collegata da una rete metropolitana sopraelevata, veloce ed economica. Serve una tessera ricaricabile acquistabile in ogni stazione, utilizzabile da più persone (si paga solo in contanti).
- Dopo la visita alla Comuna 13, potete salire sulla Metrocable (una funivia urbana) per godere di una vista spettacolare dall’alto. Il biglietto è lo stesso della metropolitana, quindi potete prenderla direttamente prima di rientrare in hotel.
- Dove alloggiare a Medellin. Le zone più sicure e vivaci sono Laureles e El Poblado: quartieri moderni, pieni di bar, ristoranti e locali notturni. Nessun rischio particolare anche per passeggiate serali. Il centro storico è affascinante di giorno, ma sconsigliato di notte: dopo la chiusura dei locali, si svuota completamente.
- Vita notturna alternativa. Se preferite evitare discoteche e bar affollati, un’ottima opzione è acquistare una birra o una mezza bottiglia di rum, aguardiente o altro alcolico in una bottiglieria e consumarla nell’area dedicata (interno o dehor). Atmosfera rilassata, ottima qualità e prezzi contenuti.
- Medellín, come anche altre città in Colombia, presenta gravi problemi di prostituzione, anche minorile (che però è punita con pene severe anche per i clienti), e sono stati segnalati diversi casi di avvelenamento di turisti con sostanze come la scopolamina, somministrate da ragazze conosciute nei locali o tramite app di incontri, con l’obiettivo di derubare i malcapitati. È importante essere consapevoli di questi rischi e mantenere sempre alta l’attenzione, soprattutto nei locali notturni.
Giorno 12 – Guatapè (escursione in giornata da Medellin)



Programma
- Salita alla Piedra del Peñol
- Visita al villaggio di Guatapè
- Rientro a Medellín nel tardo pomeriggio
- Bus notturno da Medellin a Salento (con cambio ad Armenia)
Commenti e suggerimenti
- L’escursione a Guatapé è una delle più classiche da Medellín ed è proposta da tutte le agenzie e tour operator locali. Tuttavia, è facilmente organizzabile anche in autonomia e, oltre a costare meno, vi permette di gestire i tempi secondo i vostri ritmi senza inutili perdite di tempo.
- Il paese è ben collegato con i mezzi pubblici: i bus partono dal Terminal Norte di Medellín (fermata metro Caribe) ogni 30 minuti circa. Il biglietto costa tra 4 e 5 € a persona, a seconda della compagnia, e il viaggio dura circa due ore, offrendo viste spettacolari lungo il percorso.
- Una volta arrivati, potete chiedere all’autista di farvi scendere alla Piedra del Peñol e proseguire a piedi fino alla biglietteria. L’ingresso costa circa 7 € e include l’accesso alla scalinata di circa 700 gradini (se si contano anche quelli per raggiungere la base, si arriva facilmente a 1.000). La salita è impegnativa, ma la vista panoramica sul lago e sui dintorni ripaga ogni sforzo. Dopo la visita, potete riprendere il bus locale fino al paese (il biglietto costa meno di 1 €) oppure optare per un tuk-tuk, più comodo ma con prezzo variabile.
- Anche il paesino di Guatapé, in stile coloniale e ottimamente conservato, merita una visita. Qui troverete diversi localini dove pranzare o semplicemente fare una pausa ristoratrice (ne avrete bisogno dopo tutti quegli scalini). A queste caratteristiche si aggiunge un tratto distintivo unico: i zócalos colorati, bassorilievi dipinti che ornano la parte inferiore delle facciate, trasformando il paese in un vero museo a cielo aperto.
- Bus notturno per Armenia e collegamento con Salento. I bus notturni per Armenia partono dal Terminal del Sur di Medellin, a circa 10 minuti in taxi o Uber da El Poblado. Noi abbiamo viaggiato con Flota Occidental, acquistando i biglietti in anticipo tramite RedBus. Il viaggio dura circa 7 ore, anche se siamo arrivati con largo anticipo, nonostante una partenza leggermente ritardata e un po’ di traffico iniziale lungo il tratto che attraversa le Ande colombiane. Una volta ad Armenia, è possibile prendere un bus locale per Salento: la prima corsa parte alle 5:30 del mattino e impiega circa 50 minuti (frequenza ogni 20 -30 minuti circa).
Giorno 13 e 14 – Salento, Cafeteras e Valle del Cocora



Programma
- Trekking nella Valle del Cocora
- Visita in una piantagione di Caffè (Cafetera)
- Visita al villaggio di Salento
- Pernottamento a Salento (giorno 13)
- Bus notturno da Salento a Bogotà (giorno 14)
Commenti e suggerimenti
- Valle del Cocora: come arrivare e percorsi di trekking. La Valle del Cocora si trova a circa 20 minuti da Salento ed è facilmente raggiungibile con una delle tante Jeep Willys che partono dalla piazza principale ogni 30 minuti circa. Il costo è fisso, intorno ai 2,5 € andata e ritorno. Una volta arrivati, potrete scegliere tra due percorsi di trekking principali:
- Percorso breve. Ideale se avete poco tempo o non siete particolarmente allenati. Porta direttamente alla valle principale, dove si trovano le iconiche palme da cera, alte fino a 60 metri. Durata: 1–2 ore A/R.
- Percorso lungo (anello completo). Circa 14 km con 600 m circa di dislivello, da percorrere in 5–6 ore. Può essere affrontato in senso orario (visitando prima la valle) o antiorario. Noi abbiamo scelto il senso orario, che risulta leggermente meno impervio. L’ingresso deve essere pagato in tranches (quidi portatevi contanti), poiché il sentiero attraversa proprietà private: ogni sezione richiede una quota. Il costo totale è di circa 15 €. Abbiamo raggiunto la Casa de los Colibríes, a 2.860 m di altitudine. Nonostante i sentieri necessitino di manutenzione, il percorso ad anello vale comunque la pena per la varietà di paesaggi e l’emozione di trovarsi tra le palme da cera, simbolo nazionale della Colombia. Il percorso lungo include anche quello breve, quindi se scegliete l’anello completo, vedrete comunque anche la valle principale.
- Lungo il sentiero non ci sono punti ristoro o chioschi. Assicuratevi di portare nello zaino panini, snack e una buona scorta d’acqua.
- A Salento ci sono molte finca cafeteras che accolgono i visitatori con tour interessanti e formativi sulla produzione del caffè, dalla piantagione alla tazza. Su indicazione del nostro Host, abbiamo scelto Finca Luger, una realtà familiare e decisamente meno turistica rispetto a tante altre — e ne siamo rimasti molto soddisfatti. Il tour è stato semi-privato (eravamo solo con un’altra coppia), molto autentico e coinvolgente, anche se purtroppo non era periodo di raccolta. Dopo la visita, abbiamo fatto una passeggiata fino alla Finca El Ocaso, una delle più grandi e rinomate della zona. Sebbene molto bella e ben organizzata, non ci ha trasmesso le stesse emozioni: l’atmosfera era più commerciale e meno intima. I costi dei tour nelle finca sono abbastanza uniformi, e si aggirano tra i 10 e i 12 € a persona (anche se spesso il numero dei partecipanti è più alto in quelle più grandi e conosciute).
- Il paesino di Salento ha ispirato l’ambientazione del film Disney Encanto. Molti lo definiscono un po’ troppo turistico, ma non abbiamo avuto questa impressione. Oltre ai negozi di souvenir, infatti, ci sono diversi negozi “local” frequentati dagli abitanti, e lo stesso vale per bar e ristoranti. Va però detto che, essendo molto piccolo, in alta stagione rischia di essere invaso dai turisti diretti alla Valle del Cocora. Quando siamo stati noi, invece, non era particolarmente affollato.
- Abbiamo soggiornato presso Casa Salento, un ospedaje a pochi passi dal centro — il paese è molto piccolo e facilmente esplorabile a piedi. La struttura è una casa coloniale in legno, coloratissima e dall’atmosfera tipica. Lo staff è stato gentilissimo e l’ambiente accogliente, perfetto per vivere Salento in modo autentico.
- Bus notturno per Bogotá. I bus notturni partono dal Terminal di Armenia. Noi abbiamo viaggiato con Expreso Bolivariano, acquistando i biglietti in anticipo tramite RedBus. Il viaggio dovrebbe durare circa 8 ore, ma anche su questa tratta siamo arrivati con largo anticipo: alle 5:30 eravamo già a Bogotá (l’arrivo era previsto per le 7). Fortunatamente siamo riusciti a fare il check-in anticipato nell’hotel prenotato a Chapinero, dove abbiamo potuto riposare qualche ora prima di tornare in centro per proseguire la visita della città.
Giorno 15 – Bogotà, visite ai musei e shopping finale
Programma
- Visita al Museo dell’oro e al Museo Botero
- Passeggiata a la Candelaria e Centro Storico
- Salita a Monserrate (se rimane tempo)
- Cena e pernottamento a Bogotà (Chapinero o Zona T)
Commenti e suggerimenti
- Il Museo dell’Oro (ingresso circa 1,20 €) e il Museo Botero (ingresso gratuito) sono due tappe imperdibili per chi visita Bogotá. Il primo custodisce una delle collezioni più grandi e affascinanti di manufatti precolombiani al mondo: oro, ceramiche, pietre e oggetti rituali che raccontano la storia delle civiltà indigene colombiane. Il secondo, ospitato in una splendida casa coloniale, raccoglie opere del maestro Fernando Botero — famoso per le sue figure voluminose — insieme a pezzi di Picasso, Dalí, Monet e altri grandi artisti internazionali. Vale davvero la pena dedicare almeno 3-4 ore per visitarli con calma, lasciandosi sorprendere dalla ricchezza culturale e artistica che offrono.
- Il Cerro de Monserrate è una collina che domina la città da oltre 3.100 metri di altitudine, offrendo una vista mozzafiato su Bogotá. In cima si trova il Santuario del Señor Caído, meta di pellegrinaggio e luogo molto amato dai locali. Si può raggiungere la vetta in funicolare, teleferica o, per i più avventurosi, a piedi lungo un sentiero ripido ma suggestivo. Abbiamo però deciso di saltare questa tappa, preferendo rilassarci nel centro storico, tra le stradine colorate della Candelaria e il centro storico, dove abbiamo concluso gli ultimi acquisti.
La pagella del Viaggio
| Categoria | Voto | Commenti |
| Facilità organizzazione del viaggio | ⭐️⭐️⭐️ | Assolutamente fattibile in autonomia, ma richiede tempo, un pò di esperienza, studio e la conoscenza dello spagnolo (numerosi siti non hanno la pagina in inglese). Se non si è preparati si rischia di incappare in piccole truffe a danno dei turisti e di pagare di più del dovuto (non è stato il nostro caso). |
| Logistica | ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ | Siamo risuciti ad ottimizzare al meglio la logistica, alternando voli interni e tratte in bus, e a mimizzare i tempi morti. |
| Luoghi visitati | ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️L | I paesaggi, la flora e la fauna sono un’esperienza mozzafiato, difficile da spiegare a parole. Ci sono piaciute tantissimo anche le città. |
| Sicurezza | ⭐️⭐️⭐️ | La Colombia è una destinazione affascinante e in forte crescita turistica, ma è importante mantenere un atteggiamento prudente. Anche nei quartieri centrali, è consigliabile prestare attenzione a dove ci si trova e all’orario, soprattutto se non si è abituati a queste dinamiche (anche se non ci ha causato particolare stress). Come regola generale, è bene non indugiare in zone deserte o quasi: spesso i rischi esistono, anche se non si vedono. |
| Cucina | ⭐️⭐️⭐️⭐️ | Avevamo letto opinioni contrastanti, ma nel complesso la cucina ci è piaciuta molto — in particolare quella fusion caraibica, arricchita da sapori di frutti tropicali che aggiungono un tocco originale ai piatti. Alcune portate sono davvero gustose, anche se talvolta un po’ pesanti, soprattutto quelle fritte. Porzioni enormi. |
| I Colombiani | ⭐️⭐️⭐️⭐️ | Accoglienti e fieri delle proprie radici, i colombiani hanno saputo risollevarsi da uno dei periodi più difficili della loro storia, trasformando un Paese che fino a vent’anni fa era tra i più pericolosi al mondo in una destinazione sempre più aperta al turismo. C’è ancora un po’ di strada da fare, ma la direzione è chiara — e si percepisce. |
| Meteo (Settembre 25) | ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ | In un Paese così vasto e piovoso, il meteo perfetto è rarissimo, ma siamo stati molto fortunati: a parte due forti acquazzoni al parto Tyrona, che però non hanno creato troppi disagi sulla tabella di marcia (anche se eravamo bagnati come pulcini), il tempo è stato clemente. Fondamentale preparare lo zaino con indumenti tecnici e a strati, per adattarsi a ogni condizione. Nonostante la vicinanza all’equatore, le temperature in Colombia variano notevolmente in base all’altitudine. Nelle zone basse come l’Amazzonia e la costa caraibica, il clima è caldo e umido tutto l’anno. Al contrario, in aree più elevate come Bogotá e l’Eje Cafetero, le temperature possono scendere fino a 10–15°C (a volte anche meno), soprattutto durante la notte o nei giorni più piovosi. |
| Qualità Prezzo | ⭐️⭐️⭐️⭐️ | I prezzi variano molto in base alla città, alla zona e al tipo di locale. In città come Cartagena, Medellín e Bogotá, sono spesso paragonabili ai nostri, mentre altrove risultano decisamente più economici. In ogni caso, la qualità è sempre stata ottima. |
| Voto Finale | ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ | Un viaggio non per tutti, ma che ci resterà nel cuore. Voto “diesci”. |